Il Comitato Scientifico

La nascita del Movimento giovanile della sinistra si inserisce nel più generale processo di riorganizzazione della sinistra italiana. Esso vuole essere avanguardia del processo politico che ci vedrà impegnati nei prossimi mesi, immettendo al suo interno forze fresche e offrendo alle giovani generazioni un adeguato strumento di lotta conservando una propria autonomia organizzativa e soprattutto politico-culturale.

I primi passi di MGS hanno visto confermata la forza espansiva dell’organizzazione: si moltiplicano infatti le adesioni dei compagni sui territori, il progetto cresce e prende quota.

È necessario però ora fare un ulteriore scatto in avanti: la definizione di una autonomia politico-culturale di MGS è fondamentale affinché esso possa efficacemente adempiere alla propria funzione storica: ricostruire un filo diretto tra le giovani generazioni e la nostra parte politica, di modo che un inestimabile capitale di energie politiche, intellettuali, organizzative e di passione umana non vada dissipato e disperso, ma al contrario, coinvolto e coltivato.

A questo scopo, diversi di noi hanno proposto con successo, nel corso del nostro appuntamento nazionale a Marina di Pisa, di dare vita ad un comitato scientifico che si cimenti in modo ragionato con l’elaborazione politica. Un comitato scientifico aperto, tramite un sistema di libere adesioni, a tutti coloro che fossero interessati a farne parte e che proverà a tenere insieme una funzione di formazione dei militanti e di costruzione collettiva dall’analisi di fase.

Non sono richiesti particolari requisiti per partecipare e portare il proprio contributo: il comitato è aperto a tutti gli interessati.

I lavori del comitato scientifico si concentreranno sulla necessità di costruire una analisi politica condivisa dell’organizzazione sui grandi temi del nostro tempo e per macroaree di studio: dalla politica internazionale alla teoria del partito; dalle trasformazioni del sistema produttivo e del lavoro alla messa a sistema di alcuni fondamenti per una nuova cultura politica; dal governo della globalizzazione al ripensamento del ruolo e dell’assetto dell’Italia nel nuovo secolo; dai temi della conoscenza e della formazione a quelli del precariato e della condizione giovanile.

In una fase storica in cui il divorzio tra pensiero e prassi, tra politica e riflessione intellettuale può quasi sembrare compiuto, noi vogliamo riaffermare l’idea di una politica come storia in atto e lotta per l’egemonia, di un pensiero critico che si realizza come prassi trasformatrice del mondo nella militanza nei partiti.

 

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